“Il pezzo che davvero mi sconvolse come un’esplosione nella notte, mentre ero sintonizzato su Radio Luxembourg con la mia radiolina anzichè essere a letto a dormire, fu Heartbreak Hotel. Mi lasciò senza parole. Non l’avevo mai sentita prima, non avevo mai sentito nulla di paragonabile. Mai sentito nominare Elvis. Eppure, era come se lo stessi aspettando, quel momento. Quando mi svegliai il giorno dopo ero un’altra persona. Di punto in bianco mi sentivo sopraffatto: Buddy Holly, Eddie Cochran, Little Richard, Fats Domino. (…) Dopo il primo verso –Since my baby left me – fu il sound a catturarmi, dandomi il colpo di grazia. Heartbreak Hotel fu il primo pezzo rock che udii in vita mia. Dietro quella canzone c’era un modo radicalmente nuovo di modulare la voce, un sound totalmente diverso, spoglio, ruvido, senza fronzoli, senza violini o cori femminili o altre melensaggini, qualcosa di completamente differente. Un suono nudo, che metteva in risalto il cuore pulsante della musica la cui esistenza avevo sempre sospettato, senza tuttavia averne prova. Tanto di cappello a Elvis. Il silenzio era la tela, la cornice, il punto di partenza; non c’era bisogno di saturare ogni spazio. Ecco cosa fece per me Heartbreak Hotel. Non avevo mai sentito nulla di tanto essenziale. Per fortuna afferrai il suo nome, captando nuovamente il segnale di Radio Luxembourg: “Questo era Elvis Presley con Heartbreak Hotel.” Cazzo!”

Life – Keith Richards

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s