Patti Smith – Punk Rock

Pensavamo a noi stessi come Figli della Libertà col compito di preservare, proteggere e rinnovare lo spirito rivoluzionario del rock’n’roll. Temevamo che la musica che ci aveva sfamato corresse il pericolo di una carestia spirituale. La sentivamo perdere il senso dei suoi proponimenti, avevamo paura che stesse finendo preda di mani ingrassate, avevamo paura che arrancasse nel pantano della spettacolarizzazione, dell’economia e di un’insulsa complessità tecnologica.

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Le linee di chitarra di Richard Lloyd e Tom Verlaine che si fondevano nell’erigere Kingdom Come. Una versione di Land battezzata da Lenny “La zona fiammeggiante” in cui Johnny tracciava un sentiero di fiamme che dalla notte acida nella quale regnavano i ragazzi selvaggi lo conduceva dritto a me, dallo spogliatoio al mare delle possibilità, from the locker room to a sea of possibilities.

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La gratitudine che dovevo al rock’n’roll per avermi fatto superare un’adolescenza difficoltosa; la gioia che provavo nel ballare; la forza morale che scoprivo nell’assumermi la responsabilità delle mie azioni. In Horses sono racchiuse tutte queste cose, e con esse un saluto a chi aveva battuto la strada prima di noi. In Birdland intraprendemmo il viaggio del giovane Peter Reich, che aspettava suo padre, Wilhelm Reich, scendesse dal cielo e lo liberasse. In Break it up io e Tom Verlaine scrivemmo di un sogno in cui Jim Morrison, legato come Prometeo, tutto a un tratto si liberava. In Land, l’immaginario dei ragazzi selvaggi si fondeva con gli stadi della morte di Jimi Hendrix. In Elegie ricordavamo ogni cosa, il passato, il presente e il futuro, chi avevamo perso, chi stavamo perdendo, e chi alla fine avremmo perduto.

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Fu la nostra prima e ultima mostra insieme. Gli impegni con la band e la mia cricca negli anni settanta mi avrebbero allontanato da Robert e dal nostro universo. E mentre giravo il mondo in tour abbi tempo di meditare sul fatto che noi due non avevamo mai viaggiato insieme. Non avevamo mai visto nulla al di fuori di New York, se non grazie ai libri, e non ci eravamo mai seduti in aeroplano stringendoci la mano a vicenda, per poter salire in un cielo nuovo e ridiscendere su una nuova terra. Eppure insieme avevamo esplorato le frontiere della nostra arte, e avevamo saputo creare uno spazio per ciascuno di noi. Mentre calcavo i palchi del mondo senza di lui, chiudevo gli occhi e lo immaginavo togliersi la giacca di pelle, ed entrare con me nella sconfinata land of a thousand dances.

 

Patti Smith – Just Kids

 

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