Patti Smith – Arthur Rimbaud

(…) Cercavo di scrivere qualcosa su Arthur Rimbaud.

Africa.

Non era difficile immaginarlo a passeggio per i bananeti, mentre rimuginava il linguaggio della scienza. Nell’inferno di Harar aveva dovuto occuparsi di piantagioni di caffè, e aveva scalato gli altipiani abissini in groppa a un cavallo. A notte fonda si era sdraiato sotto una luna perfettamente cerchiata, simile a un occhio maestoso che lo osservava dall’alto, vegliando il suo sonno.

Francia.

Tornai al museo e mi sedetti sui gradini. Rimbaud era stato qui, aveva disprezzato tutto ciò che si era trovato davanti: il mulino, il fiume che scorreva sotto il ponte di pietra che ora io veneravo tanto quanto lui lo aveva disprezzato.

Patti Smith – Just Kids

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